Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/79

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diss'egli a Vincenzo che lo interrogava. – Deve essere stata una vera fortuna per gli operai del capitano Gottardi.

– Siamo in qualche lago sotterraneo.

– E forse immenso Vincenzo. Odi, in lontananza, il rompersi delle acque sulle scogliere!...

– Sì, dottore. Cosa faremo?...

– Seguiremo l'una o l'altra delle due sponde.

– Ed il fanale?...

– Non lo vedo in alcuna direzione.

– Che quei furfanti siano scomparsi?

– Li ritroveremo, Vincenzo, quantunque abbia ancora i miei dubbi.

– Non credete che fosse un fanale?...

– Non ancora. Volete che pieghiamo a mezzodì o verso settentrione?...

– Seguiamo la costa meridionale. Ma... Oh!... Guardate laggiù, dottore!... Si tratta di fosforescenza o di qualche strano fenomeno?...

– Dove?...

– Non vedete quei bagliori? Si direbbe che laggiù vi sono degli ammassi di fosforo.

– Vi saranno degli ammassi di funghi invece.

– Dei funghi luminosi!...

– Vi stupisce?...

– Non ne ho mai veduti, dottore.

– Eppure ve ne sono anche in Italia e non pochi.

– E quali sono?

– Tutti i funghi degli olivi, gli agaricus olearius come vengono chiamati dai botanici sono fosforescenti. Se si lasciano esposti al sole per qualche tempo e poi si trasportano in luogo oscuro, mandano dei vivi bagliori specialmente sulla faccia inferiore del cappello. Ciò d'altronde si osserva anche alla notte. Ve ne sono poi altri, le rizomorfe per esempio, funghi che vivono sui tronchi delle piante e specialmente nei luoghi umidi ed oscuri i quali tramandano talvolta una luce eguale a quella d'una fiaccola vivissima.

– Si potrebbe adoperarli come lampade.

– Staccati perdono presto la loro fosforescenza.

– Dottore!... Che la luce che abbiamo scorta fosse prodotta dai funghi!...

– Può essere, Vincenzo.

– Sarei più contento che così fosse.

– Ed anch'io.

Mentre chiacchieravano, la scialuppa aveva raggiunta la riva meridionale della immensa caverna.

Quella spiaggia era superba. Pareva che fosse stata formata di banchi di ghiaccio e d'ammassi di neve, perché le rupi che la formavano erano d'una candidezza abbagliante.

Si avrebbe detto che quella caverna era stata aperta fra un blocco immenso del più bel marmo di Carrara.

– Quante ricchezze da sfruttare vi sarebbero qui – disse il dottore