Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/94

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– Ma il cornicione è caduto – disse Roberto.

– E poi ci mancherebbe il tempo di giungere fino là – osservò padron Vincenzo.

– Pure bisogna lasciare al più presto questa galleria – disse il signor Bandi. – L'aria può mancare.

– E come? E per dove passare?

– Cerchiamo, Vincenzo.

– Io credo, dottore, che per noi la sia finita.

– Non disperiamo ancora e... Ah! Forse!...

In quel momento egli si era ricordato di quella specie di galleria che aveva scorto all'estremità della piccola caverna che serviva a loro di rifugio.

– Venite, amici – disse.

– Avete trovato qualche uscita? – chiese Vincenzo.

– Non lo so ancora: vedremo.

Si diresse verso l'estremità del rifugio e si trovò dinanzi ad uno stretto tunnel, il quale s'addentrava nelle viscere della terra, salendo con una certa ripidità. Era impossibile sapere se aveva qualche comunicazione colla grande caverna del lago, oppure se, dopo un certo percorso, si arrestava. Una esplorazione era necessaria.

– Un passaggio? – chiese padron Vincenzo.

– Lo suppongo – rispose il dottore.

– Sarà aperto?

– È quello che vedremo subito.

– Mi sembra molto stretto, però.

– Sarà sufficiente pei nostri corpi.

– Si ode nulla?

– State zitti ed ascoltiamo.

Tutti tesero gli orecchi curvandosi verso terra, ma i boati del vulcano e gli scoppi non permettevano di raccogliere nessun rumore. Al dottore però parve di sentire una corrente d'aria venire dal fondo del tunnel.

– Posso accertarmene – mormorò.

Accese uno zolfanello e lo alzò più che poté. Subito vide la piccola fiamma ondeggiare vivamente poi curvarsi in direzione della galleria.

Un grido di gioia gli uscì.

– Il tunnel è aperto! – esclamò.

– Come lo sapete? – chiesero i tre pescatori.

– Non vedete che la fiammella rimane piegata? È una corrente d'aria che viene dall'estremità di questo passaggio.

– Dunque questo tunnel ha qualche comunicazione colla grande caverna.

– Lo credo, Vincenzo.

– Potremo però passare?

– Se sarà necessario, ci apriremo la via, dovessimo strappare le rocce colle mani. La nostra salvezza sta in fondo a questo tunnel.

– Allora andiamo – disse Vincenzo, risolutamente.