Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/201

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strappò, senza fatica, delle larghe strisce di scorza, sovrapponendole ad alcune pertiche.

Dieci minuti dopo i due nuotatori si riposavano sotto una comoda tettoia al riparo dalla pioggia se non dal vento.

– Utili piante i niaulis – disse Sao-King. – Con poca fatica forniscono una comoda capanna assolutamente impenetrabile all'acqua. Che disgrazia che non ci possiamo procurare anche la cena. Quel bagno prolungato mi ha messo indosso un appetito d'antropofago.

– Non parlare di cannibali – disse Ioao. – Potrebbero venir davvero.

– Toh! Non ci avevo pensato, signor Ioao.

– Ve ne sono anche qui, è vero?

– Sì e questi canaki, come si chiamano questi abitanti, non sono migliori di quelli di Tonga-Tabù, anzi godono peggiore fama.

– Non ci mancherebbe altro che ci scovassero.

– Con questo tempaccio non lasceranno le loro capanne.

– E domani?

– Cercheremo di evitarli, signor Ioao, e poi il vascello non deve essere molto lontano. Oh! Mio caro Strong, questa volta la pagherai cara! Andremo a bombardare il tuo covo.

– Era veramente una nave da guerra quel vascello?

– Se non fossi stato certo di ciò, non vi avrei invitato a seguirmi, signor Ioao.

– Che possa resistere alla bufera il nostro Alcione? Io tremo per mio fratello e per quel bravo Vargas.

– Se ha potuto imboccare il mare del Corallo, come suppongo, si sarà trovato in migliori condizioni. Il vento soffiava dal nord-est, era perciò favorevole.

– Che mio fratello ci creda perduti? Povero Cyrillo, quante angosce gli abbiamo causate. Forse crederà che un'onda ci abbia portati via e che ci siamo annegati.

– Vi ho detto che il signor Vargas conosceva il mio progetto e forse mi ha veduto staccare i due salvagente. Tranquillatevi, signor Ioao; noi salveremo i nostri amici e li toglieremo a quegli infami pirati. D'altronde se noi fossimo rimasti sull'Alcione, chi ci avrebbe liberati? Io non mi fidava di quello Strong.

– È vero, Sao-King – rispose Ioao, convinto.

– Sdraiatevi su queste foglie e chiudete gli occhi mentre io veglio. Per ora non corriamo alcun pericolo, non essendovi né tigri, né leoni alla Nuova Caledonia.

– Seguo il tuo consiglio perché mi sento tutto fracassato.

– Tre o quattro ore di sonno vi rimetteranno in forze.

Il giovane che penava a tenersi ritto, si sdraiò su quel soffice letto chiudendo quasi subito gli occhi.