Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/54

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Vedendo i cinesi vuotare i barili d'aguardiente si era rammentato che i viveri ed i liquori erano stati avvelenati dal vendicativo capitano.

Si slanciò come un pazzo in mezzo a quei miseri già quasi ebbri, gridando:

– Fermatevi! Bevete la morte!

Nessuno aveva compreso il vero significato di quelle terribili parole, avendo più o meno i cervelli annebbiati dal liquore fatale.

Anzi alcuni, vedendolo accorrere, avevano levati i coltelli, credendo che volesse opporsi all'orgia.

Sao-King però aveva compreso vagamente che un grave pericolo minacciava i suoi compatrioti.

Con un salto s'era slanciato giù dal castello, muovendo rapidamente verso l'ufficiale.

– Signore! – esclamò, vedendolo pallido e col viso sconvolto. – Che cosa avete?

– Sao-King! Il veleno... il veleno!... – gridò l'argentino, con voce strozzata. – Ah! Disgraziati!

– Quale veleno? – gridò il cinese che aveva paura d'indovinare.

– Fa' gettar via i barili d'aguardiente.

Il cinese aveva finito per comprendere.

Rovesciando con impeto irresistibile i bevitori, afferrò i due barili, ma tosto li lasciò ricadere mandando un urlo di disperazione.

Erano ormai quasi interamente vuoti!

– Maledizione! – gridò. – Capitano Carvadho, ti strapperò il cuore!

Poi si slanciò verso l'argentino che pareva inebetito.

– No! Non è possibile! – esclamò. – Non posso credere a tanta infamia!

– I tuoi uomini sono perduti – singhiozzò l'ufficiale.

– Non vi è alcun mezzo per salvarli?

– Hanno inghiottito l'arsenico.

– Chi l'aveva messo nei barili?

– L'infame Carvadho.

– Ne siete certo?

– Guarda! Ecco i tuoi compagni che cominciano a contorcersi sotto le prime strette del terribile veleno.

Sao-King s'era voltato col viso alterato da un dolore intenso.

Alcuni uomini che avevano bevuto forse più degli altri o che erano più deboli, erano caduti attorno ai barili contorcendosi e dibattendosi disperatamente.

Dei rauchi gemiti sfuggivano dalle loro labbra, ma i loro compagni parevano non essersi accorti di nulla.

Stavano vuotando le ultime gocce del fatale liquore, sordi alle