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Una notte terribile 133


Mancavano ancora due ore allo spuntare dell’alba quando la zattera era già costruita e circondata da un bel numero di budella e di grandi vesciche, gonfiate al punto da correre il pericolo di scoppiare.

Quell’apparecchio misurava solamente cinque metri di lunghezza su quattro di larghezza ed era leggerissimo, forse pericoloso per intraprendere la traversata di questa laguna abitata da tanti sauriani, ma poteva però sorreggere benissimo i quattro fuggiaschi.

— Imbarchiamoci, — disse Hong, il quale pareva soddisfatto del suo lavoro. — Vi raccomando di vegliare attentamente onde i coccodrilli non si avvicinino, potendo con un solo colpo di coda distruggere la nostra zattera.

— Le mie munizioni sono asciutte, — disse Than-Kiù. — Dividiamole, così potremo far fuoco tutti.

— E dove andremo? — chiese Sheu-Kin.

— Ci lasceremo trasportare dalla corrente, — rispose Hong. — Scende verso il sud, quindi ci allontanerà da Pandaras e dai suoi uomini.

— Andiamo, — disse il malese. — Ne ho abbastanza della laguna e vorrei essere già ben lontano da questo isolotto. —

Than-Kiù ed i suoi compagni s’imbarcarono ed il galleggiante, trasportato dalla corrente, prese il largo, ondeggiando lievemente da babordo a tribordo.


Capitolo XIX

Un massacro in mezzo alla foresta

Quello strano galleggiante, ideato dall’intraprendente chinese, si reggeva a meraviglia, ma in causa della sua estrema leggerezza e del peso che portava, subiva delle pericolose ondulazioni al solo urto della corrente od alla più piccola mossa delle persone che lo montavano.

L’urto contro un banco o l’incontro d’un coccodrillo sarebbero stati sufficienti per sfasciarlo, tanto era fragile; la più lieve onda poi avrebbe bastato per cacciare i chinesi ed il malese in acqua; nonostante tutti avevano fiducia di poter attraversare felicemente la laguna.

Raccolti al centro della zattera, coi fucili in mano per tener lontani i sauriani, si studiavano di mantenere una immobilità quasi as-