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136 Capitolo diciannovesimo


canito si fosse impegnato o sopra qualche isola o su qualche costa di quel grande bacino.

Quel fracasso durò un quarto d’ora con un crescendo spaventevole, poi gli spari divennero più radi e le grida, più fioche, si perdettero in lontananza.

– Brutto paese – mormorò Hong. – Le acque infestate di coccodrilli e le selve di uomini che pare non abbiano altro desiderio che di sterminarsi reciprocamente.

– Che sia stato un combattimento di selvaggi? – chiese Than-Kiù.

– Con quegli spari!... Io temo che Pandaras, volendo seguirci a qualunque rischio, sia stato nuovamente assalito dagli abitanti.

– Allora bisognerebbe supporre che non ci abbia creduti morti.

– Così la penso anch’io, fanciulla. Chissà, forse quel birbante si era accorto che noi eravamo riusciti a salvarci.

– Vi è dunque la probabilità d’incontrarlo.

– Forse – rispose Hong, il quale era diventato meditabondo. – Egli avrà osservato la direzione della corrente e si sarà affrettato a correre al sud della laguna per attenderci.

– Cosa pensi di fare?... Non è possibile deviare?...

– Non abbiamo remi, Than-Kiù, e tutto quello che possiamo fare è di lasciarci trasportare.

– Che uomo vendicativo quel Pandaras!... – disse Sheu-Kin.

– Non sarebbe malese se non fosse così tenace nel suo odio – rispose Hong. – E dov’è il coccodrillo che ci seguiva?...

– È scomparso, forse spaventato da quelle grida e dagli spari – rispose Pram-Li.

– Ah!...

– Cos’hai?... Torna ancora?...

– No, Hong, comincio invece a discernere, verso il sud, una linea oscura che suppongo sia il margine di qualche foresta.

– È vero – disse Sheu-Kin. – Laggiù vi è la riva.

– Fra poco lo sapremo – rispose Hong, che guardava il cielo. – L’alba è vicina.

Ad oriente le stelle impallidivano rapidamente ed una luce biancastra si diffondeva in cielo. Già gli uccelli acquatici cominciavano a svegliarsi e si vedevano radunarsi in grandi bande per cominciare le loro pesche.

Hong, che non staccava gli sguardi dalla linea oscura, la quale si disegnava sempre più nettamente sull’orizzonte, si convinse ben presto che Sheu-Kin ed il malese non si erano ingannati.

Una costa assai bassa sorgeva laggiù, interrotta da gruppi d’alberi. Era lontana almeno sette miglia, ma essendo la corrente diventata più rapida, in un paio d’ore si poteva raggiungerla.