Pagina:Salgari - Il treno volante.djvu/177

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il treno volante 177


una spaziosa capanna a doppio tetto, che sorgeva di fronte alla sua dimora, dicendo:

— I nostri salvatori potranno rimanere fra noi fino a quando piacerà loro e non mancheranno di nulla.

Poi si ritirò facendo segno alla popolazione di lasciare gli ospiti in piena libertà.

Una scorta composta di dieci negri armati di fucili e di lance si era collocata intorno alla capanna per tenere lontano i curiosi.

XV

Una caccia pericolosa

Ottone ed i suoi compagni avevano appena preso possesso della capanna, quando videro giungere un drappello di negre cariche di panieri, di vasi di terra e di zucche, seguite da due negri, i quali spingevano innanzi due montoni molto grassi ed una capra.

Eremo doni dello sceicco e dei notabili del villaggio. I due montoni erano da macellarsi, la capra doveva somministrare latte fresco agli ospiti ed i cesti contenevano bulbi di manioca, già depurati dalla sostanza velenosa, pannocchie di mais da abbrustolirsi, patate dolci, radici mangerecce, banani e del tabacco; mentre i vasi contenevano burro fresco e le zucche birra eccellente.

— Vi è qui da nutrire una trentina di persone — disse Matteo, il quale aveva esaminati i panieri ed assaggiato il contenuto delle zucche. — Questi arabi non lesinano.

— La loro generosità è stata d’altronde ben pagata — disse El-Kabir. — Senza il nostro intervento i guerrieri di Nurambo sarebbero diventati padroni della città.

— Che abbiano la speranza che noi ci fermiamo molto? — chiese Ottone. — Noi non abbiamo tempo da perdere, avendo fretta di attraversare il Tanganika.