Pagina:Salgari - Il treno volante.djvu/188

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188 emilio salgari


— Stiamo attenti — disse El-Kabir. — Il leone ha fiutato la giraffa.

— Che venga ad assalirla? — chiese Matteo.

— Sì, se glie ne lasceremo il tempo.

— Dove dobbiamo tirare? — chiese Ottone.

— Alla testa.

— Non mancherò al bersaglio, quantunque i miei nervi siano straordinariamente eccitati. Pare impossibile, eppure quel ruggito mi ha scombussolato.

— Accade sempre così, le prime volte — disse El-Kabir.

Al ruggito era succeduto un profondo silenzio. La giraffa, sempre nascosta, allungava il collo da tutte le parti, sbarrando i suoi grandi dolcissimi occhi.

Poco dopo i cacciatori udirono lo scroscio delle foglie calpestate e il flagellare dei rami sbattuti.

Il leone si avanzava, aprendosi il passo attraverso le macchie.

Conscio della propria forza e del proprio coraggio, sdegnava di prendere qualsiasi precauzione.

— Eccolo! — esclamò ad un tratto El-Kabir.

Un ruggito terribile rintronò nella foresta, destando l’eco e facendo vibrare perfino le foglie degli alberi.

Il leone aveva fatto la sua entrata nella radura che circondava lo stagno.

XVI

Verso il Tanganika

Il leone a buon diritto è stato chiamato il re degli animali e anche il re delle foreste, ed infatti è la fiera più coraggiosa e maestosa che vi sia sulla terra.

Esso non è il più grande fra gli animali; è invece tra i più forti e anche tra i più pericolosi, perchè con un solo colpo della sua coda può uccidere un cacciatore.

Il leone che stava per affrontare il fuoco dei due europei e dei