Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/201

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prodotta una immensa impressione su quegl'indiani che in quell'epoca non conoscevano le armi da fuoco e che come tutti i popoli primitivi, avevano una grande paura del tuono.

– Signor Alvaro – disse il mozzo. – Se noi approfittassimo dello spavento che ha invaso questi selvaggi per mettere in moto le nostre gambe?

– Non ci lascerebbero andare, ragazzo mio, e ben presto li avremmo tutti addosso. No, questo non è il momento di fuggire né di commettere imprudenze. Ah! Ecco il giovane indiano che viene verso di noi. Non è meno spaventato degli altri, quel povero diavolo.

L'interprete era uscito da una capanna e s'avanzava timidamente verso di loro, mentre dietro di lui tuonava la voce rauca del capo.

Era pallidissimo e tremava come una foglia mossa dal venticello.

– Non aver paura – gli disse Alvaro, sorridendo. – Nessuno ti ucciderà.

– Signore – balbettò il ragazzo che guardava con uno spavento impossibile a descriversi il fucile che Alvaro teneva fra le mani. – Il capo mi manda a chiedervi chi è che ha cagionata la morte di quel guerriero.

– Quell'uomo ha voluto toccare il potente amuleto dato dal grande Manitou ai pyaie bianchi ed è morto. Gli uomini rossi non posseggono il fuoco del cielo.

– Quel tuono e quel getto di fuoco stanno rinchiusi nella gravatana che tenete fra le mani?

– Sì, sono qui dentro.

– E uccidono?

– Lo hai veduto. Che cosa aveva fatto quel guerriero?

– Voleva vedere ciò che conteneva la vostra gravatana ed è subito caduto fra una nube di polvere, mentre scoppiava un tuono spaventevole simile a quello che si vede quando infuriano le tempeste.

– È stato un imprudente ed il grande Manitou lo ha punito. Egli non doveva vedere ciò che conteneva l'amuleto dei pyaie dalla pelle bianca. Va' a dire al capo che venga ed io gli mostrerò la potenza di questa gravatana, se ti piace chiamarla così.

– Non ucciderà più nessuno?