Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/41

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s'alzavano fra i rottami del castello di prora, mentre fitti nuvoloni di fumo acre e pesante, avvolgevano tutta la nave.

Correa ed il mozzo si curvarono sulle aspe e fecero girare l'argano spingendo a tutta forza.

Essendo la zattera piccola e non troppo pesante, non fu difficile issarla e spingerla al di fuori della murata.

D'altronde lo stato del mare favoriva quell'operazione che sarebbe stata difficilissima a compiersi con delle forti ondate.

L'Atlantico si era calmato e solo di quando in quando qualche cavallone, poco alto, si distendeva nella baia, andando ad infrangersi contro le scogliere e gli isolotti.

La zattera appena toccata l'acqua si raddrizzò, rollando vivamente e becheggiando e urtando contro il fianco della caravella.

Correa ed il mozzo, assicuratisi che galleggiava perfettamente, calarono i due barilotti contenenti le munizioni e qualche vestito di ricambio trovato nella cabina del pilota, presero i loro spadoni, la scure e gli archibugi e scesero sul galleggiante troncando le funi.