Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/9

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1.

Sulle coste del Brasile

— Terra dinanzi a noi! Scogliere a babordo!

A quel grido, lanciato con voce tuonante da un gabbiere, che era salito fino alla coffa, non ostante le spaventevoli scosse che subiva la caravella, i volti dei marinai si erano fatti pallidi.

Una costa, in quel momento, fra quelle onde formidabili che incalzavano e sbattevano in tutti i sensi la piccola nave, invece della salvezza, rappresentava più che un pericolo, anzi una morte sicura.

Nessuna speranza di sfuggire ad una triste sorte rimaneva a quei disgraziati.

Anche se le onde li avessero risparmiati, la terra contro cui li trascinava la tempesta era più da sfuggirsi che da cercarsi, perchè sotto i suoi immensi boschi vivevano ancora i formidabili antropofaghi, che già tanti equipaggi avevano massacrati e poi divorati.

Tutti i marinai si erano slanciati, come un solo uomo, verso l’alto castello di prora, interrogando ansiosamente il tenebroso orizzonte.

— Dov’è la terra che hai veduta? — gridò un vecchio marinaio, alzando il capo verso il gabbiere che si teneva stretto all’albero di trinchetto onde resistere alle furiose raffiche che lo investivano.

— Là!... Dinanzi a noi... una costa... delle isole... delle scogliere...

— Camerati — disse il vecchio con voce commossa. — Preparatevi a comparire dinanzi a Dio.