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Smarriti nella foresta vergine 167

Se manca di denti, come gli altri orsi è però ben fornito d’unghie, le quali sono robuste, taglienti come lame, che si ripiegano internamente contro le callosità dei piedi. Se ne serve per difendersi contro i nemici, ma soprattutto per demolire i formicai delle termiti, poichè è ghiottissimo di tali insetti.

Del resto, con quella bocca così strana, non potrebbe raccogliere altro cibo e si vedrebbe costretto a morire di fame.

Aperto un formicaio a colpi d’unghia, l’orso si pone dinanzi al buco e aspetta che le termiti si mostrino per riparare il guasto. Allora allunga la lingua che può ritirare a volontà ed essendo questa, come dicemmo, cosparsa d’una materia assai vischiosa, le prende e le inghiotte con grande voracità, nè cessa finchè non ha distrutto tutti gli abitanti. Come si vede, rende dei grandi servizi, specialmente ai piantatori, distruggendo miliardi di quei voraci insetti, ma non per questo viene risparmiato, essendo la sua carne eccellente quanto quella dei maiali, quantunque impregnata d’un certo acido piccante, dovuto al suo nutrimento.

— Ebbene, cosa dici, giovanotto mio, di questo bizzarro animale? — chiese il dottore al compagno.

— Io dico che è ora di battere in ritirata — rispose Alonzo, afferrando il formichiere per la coda. —