Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/196

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
188 la città dell'oro

vano verso la foce del Cassanare, ma nessuna detonazione rispose.

— Cosa vuol dir ciò? — mormorò il dottore, impallidendo.

— Forse saranno nei boschi in cerca di noi — disse Alonzo.

— Possa esser vero: affrettiamoci.

Ripartirono con passo rapido seguendo la sponda del grande fiume, avvicinandosi alla scialuppa che si cullava nell’istesso posto ove l’avevano lasciata la sera precedente.

Stavano per raggiungerla, quando videro due grossi volatili che rassomigliavano a giganteschi pipistrelli, alzarsi presso il tronco d’una simaruba e volarsene via emettendo due strida di spavento.

— Cosa sono? — chiese Alonzo.

— Due vampiri, — rispose il dottore, facendo un gesto di ripugnanza, — due luridi succhiatori di sangue.

— Ma... non vedete nulla presso quella simaruba?

— Cosa vedi?

— Due forme oscure.

— Forse degli animali dissanguati dai due vampiri?

— Dottore... no... non sono due animali — balbettò Alonzo.