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I lamantini dell'Orenoco 205

so poi che un tedesco e mio amico, certo Kapplar, che dimorava al Surinam, ne possedeva uno piccolo che gli era pure affezionatissimo e che accorreva per accarezzarlo e porglisi perfino sulle ginocchia. Il giardino zoologico di Londra volle acquistarlo, ma durante la traversata dell’Atlantico il mammifero morì.

— I lamantini possono adunque uscire anche dall’acqua?

— Sì, ma fuori del loro elemento pare che perdano totalmente la facoltà dell’udito e che ci vedano pochissimo. Ecco Yaruri che ha finito l’operazione. Mi rincresce dover abbandonare tanta carne ai voraci caimani.

— Ne troveremo degli altri, Velasco — disse don Raffaele. — Mi hanno detto che alla foce del Meta se ne trovano a branchi. Alla barra, Yaruri.

Orientate le vele, la scialuppa riprese la corsa risalendo la grande fiumana, le cui acque scendevano sempre con l’eguale lentezza, avendo il letto dell’Orenoco una pendenza minima in tutto il suo corso immenso.

Le foreste si succedevano alle foreste su ambe le rive, popolate da miriadi di uccelli d’ogni specie. Si vedevano bande di pappagalli colle penne variopinte che brillavano al sole come se quei volatili fossero cosparsi di smeraldi, di topazii, di rubini e di turchesi;