Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/369

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Il supplizio del traditore 361

I caimani, vedendo quella preda, si erano precipitati innanzi. Per alcuni istanti si videro azzuffarsi sopra Yaruri, si udirono due o tre grida strazianti, poi non si vide galleggiare che il solo albero.

— Giustizia è fatta! — disse Yopi. — Venite!...

E riprese la marcia con maggior lena, salendo la montagna. I tre bianchi, ancora atterriti per quel dramma svoltosi sotto i loro occhi, l’avevano seguito come se avessero fretta di fuggire da quel luogo.

A mezzodì toccavano la vetta della montagna.

Yopi s’arrestò e tese un braccio verso l’est dicendo:

— Guardate: ecco la Città dell’Oro, ecco Manoa!...

I tre uomini bianchi si erano precipitati innanzi: là, in mezzo ad una vallata racchiusa da immense rocce tagliate a picco, appariva una grande città i cui tetti d’oro e le cui colonne dorate scintillavano sotto i raggi del sole.

Un grido di meraviglia, di stupore, irruppe dalle loro labbra. Fecero atto di slanciarsi innanzi, ma Yopi con un gesto energico li arrestò e additando a loro la savana tremante, le cui acque bagnavano la base della montagna, disse con voce quasi minacciosa:

— Ed ora partite e non ritornate più mai!...