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Una fuga misteriosa 43

— No, padrone: l’ho visitata or ora e mi sono accorto che è stata tagliata con un colpo di coltello.

— Che qualche schiavo sia fuggito? — chiese don Raffaele, aggrottando la fronte. — Voglio assicurarmene, se me lo permettete.

— Va’, Hara — disse il dottore. — Non ci vedo chiaro in questa faccenda.

— Cosa temete, Velasco? — chiese don Raffaele.

— Nulla per ora ma... Quale è la nostra scialuppa?

— Eccola: è quella che adopero io nelle mie escursioni e nei miei viaggi sul fiume. È solida ma leggera, e basta un soffio d’aria per farla camminare con notevole velocità.

Infatti la scialuppa del piantatore era una delle più belle e contemporaneamente delle più svelte imbarcazioni che solcassero il corso dell’Orenoco. Somigliava ad una baleniera, ma era più alta di bordo e più lunga, stazzando sei tonnellate; inoltre portava una attrezzatura completa da cutter con una randa che aveva uno sviluppo straordinario per poter approfittare delle brezze più leggere.

Ad un ordine del piantatore i negri imbarcarono le casse disponendole in modo che non potessero impedire la manovra delle vele, poi collocarono a poppa