Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/14

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6 Capitolo primo

– Sì, Norum.

– È stato imbarcato come primo nostromo, è vero?

– E con una paga splendida. Il principe è generoso come un lord, mio caro.

– E che cosa ti ha raccontato?

– Che a Christiania la Stella Polare imbarcherà tanti viveri da poter nutrire l’equipaggio per due anni. M’ha detto che non mancheranno nemmeno gl’istrumenti musicali e che vi sono perfino dei fonografi.

– Dunque la Stella Polare non completerà qui il suo carico?

– No, amico Norum. La nave quest’oggi lascierà Laurvik.

– E non tornerà più? – chiesero parecchi marinai e pescatori con una certa emozione.

– Farà poi una breve comparsa, così almeno mi ha detto Andresen, – disse mastro Nerike.

– Faremo al principe una splendida accoglienza, – disse il gigante. – Giammai urrà più formidabile sarà uscito dal mio petto.

– E poi andrà direttamente verso il polo? – chiese un giovane pescatore, con un certo tremito nella voce.

– Uh!... Come corri, tu, Sodermann – disse mastro Nerike. – Credi tu che sia così facile andare al polo? Il nostro Nansen ha impiegato tre lunghi anni per compiere il suo viaggio, e come tu sai non ha potuto giungere a quel dannato polo.

Se le mie informazioni sono esatte, la Stella Polare per quest’anno non si spingerà molto innanzi. Si fermerà ad Arcangelo per ultimare le sue provviste e per imbarcare centoquaranta cani, poi muoverà direttamente verso la Terra di Francesco Giuseppe, dove probabilmente svernerà.

Non sarà che l’anno venturo che il principe si slancierà risolutamente verso il nord.

– Con la nave? – chiesero il giovane pescatore e il marinaio gigante.

– No, amici, il principe non seguirà la tattica di Nansen. Ormai sembra assodato che le navi non possono oltrepassare l’immensa barriera di ghiaccio che circonda il polo.

Lascierà la Stella in qualche sicura baia della Terra di Francesco