Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/142

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Il viaggiatore siberiano stava allora allestendo una spedizione scientifica in Siberia. Desideroso di agevolare il Nansen, parte per Tiumen e coll'aiuto di un commerciante inglese, il signor Wardrsppers decide un noto allevatore, Aleksander Iwan Trontheim a condurre un drappello di cani nello stretto di Jugor, dove attendevalo il Fram.

Il siberiano è uomo di parola. Attraversa i deserti territori della Siberia settentrionale ed un bel giorno comparisce dinanzi alla piccola stazione di Kabarova.

Sale in una barca e va a bordo del Fram, la nave di Nansen, conducendo con sé alcuni cani.

Era partito con quarantatré, però durante il viaggio ne aveva perduti prima cinque, in causa di vari incidenti; uno era morto più tardi, sbranato dai lupi, e due altri erano morti strangolati nelle boscaglie che era stato costretto ad attraversare.

Il viaggio era stato dei più difficili e dei più pericolosi. Trontheim, per giungere in tempo all'appuntamento, aveva dovuto chiedere l'aiuto ad una tribù di samoiedi e caricarsi di trecento pund di viveri pei cani, ossia di circa quattromila e ottocento chilogrammi di peso.

Impiegò tre lunghi mesi a percorrere, assieme alla tribù, composta anche di donne e di fanciulli, quelle deserte regioni della Siberia settentrionale. Il suo viaggio fu una vera peregrinazione da nomadi; nessuno andava diritto alla mèta; vagavano a capriccio, arrestandosi solamente là dove i licheni abbondavano. Avevano molte renne da mantenere, circa quattrocentocinquanta e bisognava, innanzi a tutto, pensare a non perderle.

Attraversati i monti Urali, Trontheim e la tribù giungono finalmente sul fiume Usna, dove si riposano due settimane presso una capanna abitata da un povero contadino, unica abitazione in un deserto di una estensione di oltre cento chilometri.

Tutti erano sfiniti, ma il bravo Trontheim non voleva mancare alla parola data al commerciante inglese. Si riposa due settimane, poi prosegue arditamente la marcia, incoraggiandosi con un po' di acquavite comperata da uno zyriano.

Alla fine di giugno, vedendo avvicinarsi il termine entro cui si