Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/173

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garofani dei mari polari, i papaveri dai petali d'oro, le pediculare purpuree, le belle andromede che tengono luogo delle eriche, si mostrano dappertutto. Perfino i boschetti di salici spuntano, poveri boschetti che un berretto basta per coprirli!...

Eppure con tutti gli orrori che offrono le regioni polari, non mancano gli abitanti in quelle regioni, e cosa strana, quegli abitanti hanno un tale attaccamento pei loro banchi di ghiaccio, che trasportati in Europa muoiono di nostalgia.

Le terre situate al nord dell'Europa e della Siberia, non risulta che siano, almeno finora, abitate. Le Spitzbergen, la Terra di Francesco Giuseppe e tutte le isole che la circondano, nonché tutte quelle che si trovano a settentrione della Siberia, sono deserte, ma non così quelle numerosissime dell'America settentrionale, senza parlare della Groenlandia che ha colonie abbastanza fiorenti.

Questi figli dei ghiacci, che lontani da quelle terre desolate non potrebbero vivere, sono ancora numerosi, quantunque le carestie di quest'ultimi anni, prodotte dalle stragi incessanti fatte dai balenieri e dai cacciatori di foche, ne abbiano fatti perire in grandi quantità.

Quali strane vicende hanno costretto quegli uomini ad abbandonare il dolce clima americano, per sfidare i rigori di quelle terre desolate? E prima di tutto, da dove vengono? A quale razza appartengono?

Difficili quesiti che non hanno trovata ancora una soluzione. Sembra che provengano dall'Asia perché hanno molti punti di contatto con la razza mongola, gli occhi leggermente obliqui, i capelli, la tinta, quantunque un po' più oscura, e anche la testa. Sono uomini di statura piuttosto piccola, col corpo grosso, tozzo, le gambe corte, gli zigomi sporgenti, la faccia larga, il naso schiacciato, i capelli lunghi e ruvidi e la pelle giallo-bruna, coperta eternamente da uno strato di grasso di tinta indefinibile che tramanda un odore pestifero d'olio rancido e che mai si toglie.

La loro bocca è grande, armata di denti solidi come quelli delle fiere, la loro barba rada assai, le loro mani ed i loro piedi sono piccolissimi e la loro testa non è proporzionata al loro corpo. Nondimeno sono robusti e dotati d'una forza ragguardevole. Per questi caratteri sono stati posti nella razza gialla o mongolica, ma sottoposti