Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/213

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


– E non fu attuata?...

– Sì, in parte.

– E quali risultati ha dato?...

– Disastrosi, signore. Conoscete la storia del brigadiere generale Greely?...

– Un po'.

– Ve la narrerò io, signore, giacché la nave non richiede momentaneamente i nostri servigi. È una delle più emozionanti.

«Come vi dissi, il signor Weiprecht aveva rivolto un caldo appello ai diversi Stati onde si organizzassero delle spedizioni destinate a fare delle osservazioni intorno al polo.

«Gli Stati Uniti d'America furono i primi a rispondere all'appello del valoroso scienziato, e ne diedero l'incarico al brigadiere generale Greely, un uomo già pratico delle regioni polari.

«La spedizione si componeva d'un medico francese, il dottor Pavy, di due sottotenenti di fanteria, otto sergenti, due caporali, nove soldati e di due esquimesi.

«Essa doveva spingersi fino alla baia Lady Franklin, una delle più prossime al Polo Nord e costruirvi un osservatorio. Portava viveri per un anno, ed erasi stabilito che se nessuna spedizione di soccorso avesse potuto raggiungerla, dovesse lasciare la stazione il 1° settembre del 1883.

«Il 25 agosto del 1883, il Proteo sbarcava Greely ed i suoi compagni nella baia, poi riprendeva la rotta verso il sud.

«Da quel momento non si seppe più nulla degli arditi esploratori. L'inverno era stato rigidissimo quell'anno, perciò si avevano dei gravi timori per quei ventiquattro uomini abbandonati in mezzo ai ghiacci.

«Come era stato stabilito, l'anno dopo si mandava una nave con viveri abbondanti. Il Nettuno, tale era il nome della nave di soccorso, lascia Terranuova e si dirige verso il nord, ma i ghiacci l'arrestano presso l'isola Littleton, e tutti i tentativi per superare quelle barriere riescono vane.

«Il comandante del Nettuno sbarca sull'isola i viveri destinati alla spedizione, poi ritorna, per non venire rinserrato dai ghiacci che già lo minacciavano da tutte le parti.