Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/215

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«"Dove si trova?..."

«"Nella tenda, ma la tenda è caduta!... È caduta!... È caduta."

«E ripeteva macchinalmente questa frase.

«Pareva che la caduta della tenda fosse la sua principale preoccupazione.

«Il comandante ne sapeva perfino troppo.

«Organizza rapidamente una colonna di soccorso fornendola di viveri e di cordiali e corre in cerca di Greely.

«Dietro ad una rupe trovano la tenda.

«Era mezza caduta, non avendo per sostegno che un solo bastone. Si solleva la tela indurita dal freddo, la si taglia a colpi di coltello e si trova presso l'entrata un cadavere colle gambe irrigidite, gli occhi vitrei e fissi nel vuoto, con una mascella quasi staccata; più innanzi trovano un altro disgraziato senza mani e senza piedi, con un cucchiaio attaccato al moncone del braccio destro. Quest'ultimo per quanto in uno stato così spaventevole respirava ancora.

«In mezzo alla tenda vi erano altri tre uomini: due stavano accoccolati, tenendosi fra le mani la fronte; il terzo si teneva strette le ginocchia. Questi aveva la barba lunga e incolta, aveva gli occhi brillanti e spalancati e indossava una sucida veste da camera tutta a brandelli.

«"Chi siete voi?" gli chiese il capitano.

«L'uomo dalla veste da camera lo guarda come inebetito, poi risponde:

«"Il... il... maggiore... Greely... Sette di noi... vivono ancora... siamo qui... morendo... da uomini... ho fatto quanto ho potuto..."

«Poi ricadde esausto.

«Quei disgraziati furono portati a bordo ed a poco a poco si riebbero, ma su ventiquattro, diciassette, fra i quali il dottor Pavy, erano morti di fame e di stenti fra i ghiacci polari!...»

– Una catastrofe che fa riscontro, in piccole proporzioni, a quella di Franklin – disse il tenente.

– O meglio a quella della Jeannette, signore – concluse il capitano Evensen.

Intanto la Stella Polare continuava la sua rapida marcia verso il nord.