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La partenza 29

sempre crescenti della folla ed i fischi rauchi o stridenti delle sirene.

Sempre avanti Savoia!... –

La Stella Polare si agita; il vapore esce sbuffando dalla sua ciminiera, e l’elica comincia a turbinare sollevando spruzzi di candida spuma.

Un ultimo urrà s’alza dalla folla e dalle navi ancorate nel porto, e va a morire lontano, lontano, sulle placide acque del fjord.

È l’ultimo saluto agl’intrepidi che vanno a seppellirsi fra i pesanti nebbioni ed i banchi di ghiaccio della regione polare.

Sempre avanti Savoia!... – tuona ancora Cardenti.

La sua voce si perde fra gli ultimi addii della folla.

La Stella Polare è già lontana e scende maestosamente il fjord, impaziente di fendere, colla sua prora, le acque del mare del Nord.


Capitolo IV

Dallo Skager-Rak al mare del Nord

Al largo, il tempo, che fino al giorno innanzi si era mantenuto bellissimo, era minaccioso. Pel cielo correvano dei nuvoloni di brutto aspetto che parevano gravidi di pioggia e dalle coste della vicina Danimarca soffiava una brezza molto forte che poteva, da un momento all’altro, tramutarsi in ventaccio.

Probabilmente sulle spiagge danesi e della Svezia già pioveva, poiché in quelle due direzioni l’orizzonte appariva molto oscuro.

Il mare però non era cattivo. Qualche ondata sollevava di quando in quando la Stella Polare, facendola rollare vivamente, con poco piacere delle quattro guide alpine che si trovavano a disagio sull’infido elemento, e dei due cani donati al Duca da Nansen, nati a bordo del Fram.

Il Duca era sul ponte di comando e chiacchierava con Cagni; il tenente Querini invece passeggiava a prora assieme al dott. Cavalli parlando di ghiacci, di freddi, di nebbie, di orsi polari, di foche e di morse.