Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/172

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– E da chi lo avete saputo?

– Da Alvaro.

– È giunto a bordo quel bravo?...

– Sì, signore, e da sole due ore – rispose un marinaio facendosi innanzi.

– Tu!... – esclamò Cordoba.

– Io, mio tenente. Perdonerete se non sono giunto prima a bordo del Yucatan; mi sono smarrito parecchie volte in mezzo a queste dannate foreste.

– Tu sei un valoroso, mio caro, ed avrai una bella ricompensa. Sono felice di rivederti qui; avevo temuto che i ribelli ti avessero preso o fucilato.

– Sono sfuggito loro per miracolo, tenente. Ma... e la Capitana?... Io non la vedo con voi.

– Si trova nelle mani degl'insorti! – gridò Cordoba, con uno scoppio d'ira.

– La Capitana nelle mani di quei cani!... – esclamarono i marinai, con stupore.

Carrai!... – esclamò il contro-mastro. – Noi andremo a liberarla, tenente, se ci date il permesso. Noi siamo decisi a tutto.

– Sì, ci andremo, ma non ora – rispose Cordoba. – Essa non si trova più nella foresta.

– E dove dunque?

– Ai cayos di San Felipe.

– Andiamo a San Felipe, tenente! – gridarono i marinai ad una voce.

– Ci anderemo, miei bravi, non dubitate. La marchesa del Castillo, non rimarrà a lungo nelle mani degl'insorti di Pardo. Dov'è l'Yucatan?...

– Dietro questo bosco, signore – rispose il contro-mastro. – Ci siamo ancorati più al largo per tema d'una sorpresa.

– È a bordo, mastro Colon?...

– Sì, signore, egli non ha voluto abbandonare la nave sospettando un tradimento dopo la ricomparsa di Del Monte.

– Di Del Monte!... – esclamò Cordoba. – È venuto qui quel pezzo di galeotto?

– È a bordo tenente.

– A bordo!... Mille fulmini!...

– Coi ferri ai piedi e guardato da due marinai.

– Cosa è venuto a fare a bordo?... Quel furfante è dunque stanco di vivere? Quale audacia!...

– Pretendeva che si sbarcasse immediatamente il carico.

– Canaglia!...

– Diceva che era stato incaricato di quell'ordine dalla signora marchesa.

– E Colon?...