Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/261

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– Andiamo alla foce del Canto – rispose la marchesa. – Domani noi andremo a sbarcare il nostro carico a Santiago e la nostra missione sarà finita.

– Sì, se Dio ci proteggerà – concluse Cordoba.


CAPITOLO XXX.


Attraverso la flotta americana.


Durante l'ardito viaggio intrapreso dall'Yucatan per forzare il blocco degli americani, nulla di veramente decisivo era stato ancora intrapreso dalle poderose flotte partite dai porti degli Stati dell'Unione, contro le colonie spagnole del golfo del Messico.

Da tre mesi la guerra era stata dichiarata fra le due potenze, ma, cosa davvero strana, all'infuori della distruzione della flotta spagnola delle Filippine, una vittoria già prevista e della quale non dovrebbero certamente andare alteri gli americani, nessun successo era stato ottenuto né da una parte né dall'altra.

Sampson, il famoso ammiraglio americano che si era proposto di ridurre tutti i porti di Cuba in un ammasso di fumanti rovine se non si fossero prontamente resi, non aveva avuta alcuna fortuna fino ai primi di giugno. Aveva fatto grande spreco di munizioni è vero; aveva cannoneggiato a destra ed a manca fortini e cittadelle impotenti a resistergli, aveva tentato qualche sbarco; gran rumore, molto fumo e risultati negativi. La sua formidabile armata, una delle più numerose, delle più potenti del mondo, contro la quale la povera Spagna nulla avrebbe potuto intraprendere senza venire schiacciata, non possedendo una flotta capace di misurarsi colla rivale, non aveva raccolto nulla, assolutamente nulla, con grande meraviglia di tutte le nazioni marinaresche.

Le sue imprese, gabellate per strepitose vittorie dalla ciarlatanesca stampa americana, si possono riassumere in poche righe.

Il 24 aprile apre la campagna, sparando colpi contro il forte Morro che difende l'Avana, la capitale dell'isola, tenendosi però alla prudente distanza di 4000 metri per non esporsi ai cannoni Krupp di quel forte; il 27, mentre le cannoniere spagnole ed americane scambiano cannonate a Maranao, il valoroso ammiraglio se la prende coi fortini della cittadella di Matanzas, assolutamente incapaci di tenergli testa e per quarantacinque minuti li bombarda senza riuscire a distruggerli; il 29 la nave ammiraglia il New-York spreca le sue munizioni contro le coste di Pinar del Rio abbattendo un gran numero di alberi, scambiati forse per giganti spagnoli.