Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/146

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
146 Capitolo XI.


Pezzi di ghiaccio si frantumavano contro i bordi, scagliando i loro frammenti perfino addosso agli uomini, i quali faticavano assai ad evitarli.

— Nella vostra cabina, señorita! — gridò Piotre, che si era accorto del pericolo. — Le onde spazzeranno la coperta.

— No, — rispose Mariquita che si teneva aggrappata alla pompa.

— Volete essere portata via? Questo non è il posto delle donne, — riprese Piotre con stizza.

— Pretendo di valere quanto uno dei vostri marinai.

— Tanto peggio per voi se vi accadrà una disgrazia, — disse il baleniere, con voce quasi brutale.

Tuttavia non gli rincresceva di vederla sfidare le onde. Se ella ammirava Piotre, questi si mostrava fiero della donna che un giorno avrebbe dovuto seguirlo nell’oceano Artico, alla pesca dei giganti del mare.

La guardava spesso, stupito di vederla così tranquilla, fra quell’orribile rimescolìo delle onde ed in fondo al cuore sentiva ridestarsi per quella fanciulla, più forte e più ardente che mai, la passione che aveva distrutto un giorno la sua felicità.

Non dimenticava però la sua nave e la guidava sempre con impareggiabile abilità, cercando di tenerla nel mezzo del canale, temendo sempre di sentirsela sfasciare sotto i piedi. Le sue braccia poderose non cedevano ai sussulti ed alle scosse della barra ed aveva gli occhi dappertutto, ai suoi uomini, alle vele, alle due rive. Sapeva di giuocare una carta pericolosissima e la giuocava con calma, con sangue freddo, risoluto e anche fidente di guadagnare la partita.

La rotta era terribile, perchè le raffiche tendevano sempre a sospingere la baleniera contro la costa patagone e le onde la scuotevano disordinatamente, assalendola da tutte le parti con furia incredibile.