Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/164

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
164 Capitolo XII.

avrebbe già rinunciato e se ne sarebbe tornato a Punta Arenas.

— Non scorgo la fine di questo canale.

— E nemmeno io, quantunque non debba essere molto lungo.

— E al di là di questa barriera troveremo il mare libero?

— Si spera, se riusciremo a liberarci dallo stretto e a superare il capo delle Undicimila Vergini.

— Dubiti che Piotre possa attraversare questi ghiacci?

— Eh signore! Siamo nelle mani di Dio. Che una montagna si rovesci nel momento che noi le passiamo vicino, e allora buona notte a tutti!

— Mariquita, — disse il signor Lopez, volgendosi a lei, — hai paura? —

La giovane non rispose. Appoggiata col dorso contro la murata, sembrava che non s’interessasse affatto dei ghiacci e tanto meno dei pericoli che minacciavano la piccola nave.

Invece di guardare le montagne natanti, guardava verso poppa dove Piotre si trovava alla barra del timone.

Si sarebbe detto che ammirava quel forte uomo che, pari ad un gigante, lanciava una sdegnosa sfida ai colossi che si stringevano attorno alla Quiqua.

— Mariquita, — ripetè il signor Lopez, non ricevendo risposta. — A che cosa pensi? Pare che tu non ti accorga che stiamo per affrontare la morte.

— Ah! — fece la giovane, scotendosi: — è vero.

— Non dimostri d’aver paura.

— E perchè, padre mio?

— Impallidiscono perfino i marinai.

— Sono tua figlioccia, e poi ho sangue araucano nelle vene.

— Eppure anche il mio cuore trema, se non per me, almeno per la tua vita.