Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/186

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
186 Capitolo XIII.

alla loro sorte, tanto più che erano nemici. Bernard invece, avendo osservato che l’isola abbondava di selvaggina, s’imbarca su una scialuppa con quattro de’ suoi marinai, portando fucili ed abbondanti munizioni, per aumentare le scarse provviste della sua nave.

I naufraghi mille volte più vili dei più feroci pirati e veri mostri d’ingratitudine, approfittano dell’assenza dell’onesto capitano per far prigionieri i pochi marinai americani, impadronirsi della nave e mettersi alla vela verso l’Europa.

— Abbandonando il capitano? — chiese il signor Lopez.

— Ed i suoi quattro marinai.

— I miserabili! — esclamò José.

— E che cosa è accaduto poi di quei disgraziati così vilmente traditi? — chiese Mariquita.

— Quando il povero Bernard, di ritorno dalla caccia, non vide più la sua nave, fu preso da tale disperazione che si sdraiò sulla sabbia puntandosi il fucile alla gola per farsi saltare la testa.

Aveva già fissata una cordicella al grilletto e stava per far partire il colpo, quando fu sorpreso dai marinai, furibondi di essere stati così stupidamente ingannati.

Lo cercavano per sfogare sul disgraziato capitano la loro rabbia, e l’avrebbero forse accoppato a pugni e a calci, se questi non si fosse alzato prontamente promettendo loro che li avrebbe aiutati a trarsi da quella difficile situazione.

Non ebbe in risposta che grossolane ingiurie e risa beffarde; pure a poco a poco finirono per calmarsi, dichiarandosi pronti a obbedirlo.

Avendo trovata una caverna abbastanza riparata, vi si stabilirono, poi intrapresero delle lunghe battute contro la selvaggina che non era scarsa. Vi erano porci selvatici, foche, capre, abbandonate certo da qualche baleniere e molti uccelli. Fortunatamente avevano abbondanti munizioni.