Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/211

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


sceremo libero finchè non avremo fatto ritorno alla spiaggia e che la tua vita risponderà della lealtà dei tuoi compatriotti.

— Io sono amico degli uomini bianchi, — si limitò a dire il selvaggio.

Il drappello si mise a salire la spiaggia, la quale montava dolcemente fino alle basi d’una catena di montagne nevose e orribilmente dirupate e divise da precipizi profondissimi.

Piotre camminava a fianco dello stregone, poi seguivano Mariquita e papà Pardoe, quindi i tre marinai, essendo rimasti gli altri a guardia della scialuppa. Ai piccoli e contorti alberi chiamati corteccia di vinter e alle felci, cominciavano a succedere i grossi faggi antartici, i quali tendevano a diventare sempre più numerosi e più folti, mescolandosi a lauri ed a fucsie ed avvolti fra una vera rete di piante parassite. I vimini formavano qua e là dei boschetti impenetrabili.

Tutte quelle piante erano cariche di barbagianni che non si prendevano la briga di fuggire all’avvicinarsi degli uomini, contentandosi di fissarli insistentemente coi loro occhiacci gialli. Ve ne sono tanti sulla Terra del Fuoco e sulle isole che la circondano, da contarne delle migliaia e migliaia su poche centinaia di metri quadrati di terra.

Cosa davvero strana, quella terra così fredda, e così orrida, sembra il paradiso degli uccelli, perchè ve ne sono di tutte le specie ed in quantità prodigiose.

Il selvaggio non pareva facesse attenzione a quei volatili. Raccoglieva invece premurosamente, quando ne trovava, certe specie di funghi che crescevano sul tronco dei faggi, di forma rotonda, come una palla, di colore giallastro, tutti traforati come un alveare e spugnosi, crittogama assai ricercata da quegli abitanti e che preferiscono anche all’olio rancido delle foche o al grasso nauseante delle balene,