Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/38

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38 Capitolo III.

vento, — rispose il baleniere. — Per nostra fortuna siamo assai bassi e con un colpo solo possiamo calare la randa.

Probabilmente ci investiranno stasera, poichè il vento accenna a girare al sud-ovest.

Non aver paura, José, io rispondo della mia scialuppa e domani, all’alba, noi saremo a Punta Arenas, a casa di don Lopez.

— Non andremo da lui, Pardoe. Lo manderemo a cercare, affinchè Mariquita apprenda la triste notizia da lui.

— Hai ragione, amico, — rispose il baleniere, sospirando. — Io non avrei il coraggio di raccontare ogni cosa a quella fanciulla. Oh! che colpo! che colpo per quella poveretta!...

— Glielo ritroveremo il suo Alonzo, amico Pardoe. Don Lopez lo ama troppo quel bravo marinaio per abbandonarlo e poi è ricco e quando si posseggono molti quattrini tutte le imprese riescono facili.

— Non sarà facile questa, te lo dico io, José, — disse il vecchio. — È sempre la questione della cattiva stagione e della mancanza d’una solida nave capace di resistere alle bufere che imperversano nei paraggi dell’Horn.

— Eppure ve ne sarebbe una... Ed anche un uomo audace, intrepido, valente marinaio, forse il solo capace di condurre a buon termine una simile impresa.

— La Quiqua e Piotre?

— Sì, José, ma pur troppo non dobbiamo fare assegnamento nè sull’una nè sull’altro.

— Chissà!

— Che cosa speri?

— Se Mariquita lo pregasse?

— Hum! rivolgersi all’uomo che ha respinto! Eppoi lui non acconsentirebbe mai, — disse il baleniere. — Lo conosco troppo bene quell’uomo.