Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/56

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56 Capitolo V.

altro angolo vi era un armadio ripieno di libri; nel mezzo una tavola di noce ad intarsi di madreperla con intorno delle comode sedie di pelle di Cordova e dall’altra parte, appesa alla parete, una bella pendola dorata che faceva udire il suo monotono eppur piacevole tic-tac, un oggetto di gran lusso in Punta Arenas, specialmente a quei tempi.

Accanto ad una finestra, seduta su una comoda poltrona a braccioli, ornata di grosse borchie dorate, stava una giovane, vestita di panno verde, colla vita stretta da una larga fascia di seta a smaglianti colori, occupata a lavorare un pizzo di seta nera.

Era Mariquita, la Stella dell’Araucania.


CAPITOLO V.

La Stella dell’Araucania.

Mariquita, la figlia della cilena naufragata sulle coste di Valdivia e del capo auraucano Nahuelquin, era una giovane di diciassette anni e d’una bellezza meravigliosa; era alta, snella senza essere magra, colla pelle vellutata e leggermente abbronzata, con occhi neri e grandi sormontati da sopracciglie ben arcuate e perfettamente delineate. Il sangue della madre più che quello del padre si era trasfuso in lei, perchè i lineamenti bellissimi delle donne d’origine spagnuola si erano mantenuti in tutta la loro purezza. Solamente, i suoi capelli invece di essere lisci, erano un po’ cresputi ma egualmente belli, abbondanti, e le scendevano in due grosse treccie, adorne di nastri, fino