Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/87

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Il giuramento di Mariquita 87


Era diventato cupo, triste, taciturno, ma la passione non doveva essersi spenta, nè doveva essere morto l’odio che aveva nutrito verso suo cugino; anzi!

Già due volte la sua baleniera, approfittando di notti oscure e nebbiose, aveva cercato di abbordare e di tagliare in due quella del fortunato rivale che il caso gli aveva fatto incontrare in mezzo all’oceano Antartico; ed un’altra volta era stato veduto aggirarsi all’entrata dello stretto di Magellano, armato di fucile e seguito da alcuni de’ suoi marinai, aspettando probabilmente un’occasione propizia per incontrare Alonzo di ritorno dalla sua campagna di pesca e sopprimerlo con una palla nel cuore.

Un lungo anno era così trascorso, quando, come abbiamo veduto, Mariquita, che aveva creduto di non rivedere mai più, gli era improvvisamente comparsa davanti per reclamare il suo aiuto per salvare il disgraziato Alonzo, pericolante sulle desolate spiaggie della Terra del Fuoco.

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Quando, dopo una corsa di due ore, giunsero a Porto Carestia, senza aver scambiata una sola parola durante il percorso, suonavano le quattro pomeridiane al piccolo campanile di legno sovrastante la casa del pescatore di balene.

Piotre era subito sceso da cavallo per aiutare Mariquita, poi l’aveva introdotta nella sua sala terrena, dicendole con voce brusca:

— Qui possiamo parlare senza venire disturbati, señorita. —

Pardoe, comprendendo che sarebbe stato dì troppo, era rimasto fuori, a guardia dei cavalli.

Si capiva anche a prima vista che quella casa doveva essere quella d’un uomo di mare. Tutta la saletta a pianterreno, nella quale erano entrati, era ingombra d’attrezzi