Pagina:Salgari - Nel paese dei ghiacci.djvu/16

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10 naufraghi dello spitzberg


nave in panna. M’accorsi subito che avevamo urtato contro il rottame di una nave. Feci calare in mare la piccola baleniera e mi recai ad abbordarlo.

Come vi dissi, era un pezzo di poppa di una nave, una parte della murata, un pezzo di ponte e tutta la parte posteriore del quadro, col timone ancora appeso ai cardini, ma spezzato a metà.

Sul fasciame, in lettere dorate, si leggeva Gotheborg-Vadsö.

Sospettai subito che dovesse essere una delle vostre navi, ed esaminai accuratamente quell’avanzo per cercare di sapere se la nave era stata fracassata dalla caduta di qualche ice-berg o se si era spezzata su qualche costa.

Le mie indagini non riuscirono infruttuose: oggi ho la certezza che il Gotheborg si è fracassato su qualche spiaggia, probabilmente su qualche isola delle Spitzberg.

– Ma come avete potuto saperlo? – chiese il signor Foyn, con stupore.

– In modo facilissimo, signore. Tutta la fasciatura e perfino parte della murata erano ancora incrostate di fango. Come potete ben capire, quel rottame non sarebbe stato così lordo, se il Gotheborg fosse stato fracassato dalla caduta di qualche colossale ice-berg.

– È vero – disse il signor Foyn, che erasi fatto pensieroso. – Ditemi, signor Tompson, durante le vostre pesche avete sofferto delle burrasche?

– Sì, molte e terribili. Dalle Spitzberg venivano delle immense ondate, e temo che lassù il mare sia stato assai tempestoso.

– Credete che le mie due navi si siano perdute?

– Ordinariamente, quando ritornano le vostre flottiglie?