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186 i cacciatori di foche della baia di baffin


– Ghiacci al largo e nebbia che si avanza disse, lanciando un lungo sguardo sulle acque della baia che avevano assunto una tinta più cupa. Ciò vuol dire che l’inverno sta per piombarci addosso e che da un momento all’altro la via può essere chiusa.

– È vero, mastro, disse Thorn. Questo nebbione non tarderà a convertirsi in una abbondante nevicata, la quale abbasserà molto la temperatura. Scommetterei che fra pochi giorni tutta la baia sarà gelata.

– Cercheremo di affrettarci, amico mio.

Calarono la baleniera dopo d’avervi messo dentro delle scuri e dei picconi per aprirsi il passo attraverso i ghiacci e s’imbarcarono in sei, lasciando a bordo della Shannon il marinaio Grinnell.

Un canale aperto fra i ghiacci permise a loro di giungere facilmente all’imboccatura del fiord, ma per procedere più oltre dovettero ricorrere alle scuri ed ai picconi.

Essendo però quel ghiaccio di formazione recente, non aveva ancora acquistato molto spessore, e cedeva facilmente sotto i colpi potenti di quei robusti marinai.

Oltrepassata la barriera, si trovarono in un canale di aspetto selvaggio e tetro.

Era poco largo, ma le sue acque, che avevano una tinta oscurissima, dovevano avere una profondità straordinaria; le due rive, che si alzavano perpendicolarmente per parecchie centinaia di metri, tutte incrostate di neve e di ghiaccio, verso la cima si avvicinavano tanto, da impedire quasi alla luce di scendere.

Sugli angoli delle pareti, nelle fessure del ghiaccio e sui margini, numerosissime bande di uccelli nidificavano. Erano lumme, uccelli che sono comunissimi anche nel Labrador, dove vengono invece chiamati bacalao-bird (uccelli-merluzzi).