Pagina:Salgari - Nel paese dei ghiacci.djvu/218

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190 i cacciatori di foche della baia di baffin


Poi chiedeva con una viva apprensione:

– Udite nulla?...

Già apparivano i primi banchi, quando un altro sparo echeggiò al largo, poi un secondo, quindi un terzo.

– Mille tempeste!... gridò Charchot. Grinnell è in pericolo, mastro.

– Tieni la barra, Charchot disse Tyndhall. Un momento solo!...

Prese due fucili e li scaricò in aria formando una sola detonazione, che gli echi del fiord centuplicarono.

Due spari risposero dalla parte del mare.

– Avanti ora a tutta forza, comandò Tyndhall riprendendo la barra. Grinnell sa che noi stiamo per ritornare e metterà in opera tutto per salvare la mia barca.

Erano allora dinanzi ai banchi. Malgrado gli urti formidabili delle onde interne ed esterne, non si erano ancora staccati, ma da un istante all’altro potevano cedere sotto quei continui assalti e chiudere il canale.

La baleniera si cacciò lestamente nel passaggio, lo attraversò frantumando i ghiacciuoli e uscì in mare.

Non essendo il nebbione ancora calato lungo le coste della Terra di Baffin, si poteva ancora distinguere un grande tratto della baia e rendersi subito conto della situazione e del pericolo che poteva correre la Shannon.

Tutta quella costa presentava uno spettacolo da far paura anche al più audace marinaio. Lunghe ondate, irte di spuma, spinte dal vento che era girato al sud-est, correvano verso la Terra di Baffin con muggiti spaventevoli; seco trascinando i ghiacci che la corrente polare aveva spinti verso il sud.

Giganteschi ice-bergs, palks, streams e grandi banchi oscillavano burrascosamente sulle creste dei cavalloni, minacciando ad ogni istante di perdere l’equilibrio. Si