Pagina:Salgari - Nel paese dei ghiacci.djvu/43

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capitolo iv – i primi ghiacci 33


fiocchi di neve. L’oscurità divenne profonda e la navigazione difficile, in causa dei ghiacci che aumentavano sempre.

Il baleniere non indugiò a far imbrogliare anche il parrochetto ed a far prendere un’altra mano di terzaruoli sulle altre vele, per diminuire la velocità del veliero. Un urto poteva accadere da un istante all’altro e se la Torpa avesse investito con quella foga, avrebbe potuto subire delle avarie gravi e forse irreparabili.

– A posto l’ice-master1! – gridò Tompson. – Marinai a prora sul bompresso!... Ai bracci delle vele, gli altri!...

– Potranno scorgere a tempo i ghiacci? – gli chiese Oscar, che gli stava presso.

– Gli ice-bergs di certo, se la nebbia non diventa più fitta. Ordinariamente si scorge attorno a quelle montagne un po’ d’ice-blink2 – rispose il baleniere.

– Allora un urto non è probabile.

– Tutt’altro, professore. Possiamo venire presi fra tre o quattro ice-bergs e nel virare di bordo andare addosso a qualcuno. Ma non sono i ghiacci che pel momento mi preoccupano.

– E cosa?... Le onde forse?

– No, l’isola degli Orsi. Temo di trovarmi, da un’ora all’altra, addosso alle scogliere che la circondano e che questa nebbia del malanno m’impedirà di scorgere.

– Diavolo!... Siamo già così vicini?

– Sì, professore, ma se gli occhi non potranno vedere, i miei orecchi sono ancora buoni e li tenderò per bene onde raccogliere i fragori della risacca.

  1. Mastro dei ghiacci, che si pone in vedetta in un barile situato sulle crocette, per segnalare gli ice-bergs.
  2. Luce biancastra che tramandano i ghiacci.