Pagina:Salgari - Nel paese dei ghiacci.djvu/46

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36 i naufraghi dello spitzberg

CAPITOLO V.

Una notte angosciosa.


La notte infatti prometteva di essere cattivissima, con quel mare che si dibatteva con rabbia selvaggia, con quei ghiacci che da un istante all’altro potevano comparire dinanzi allo sperone della nave e con quel cupo nebbione che impediva di scorgere il pericolo.

La Torpa fuggiva sempre, incalzata dalle onde che la percuotevano furiosamente e che la circondavano da prora a poppa, ma senza sapere dove andasse, perchè le raffiche che balzavano dal nord-est al nord-ovest la gettavano di frequente fuori di via, non ostante gli sforzi di Tompson.

Filava come un gabbiano spaventato, fendendo coi suoi alberi il pesante nebbione e speronando con rabbia i ghiacci, che i marosi spingevano dinanzi ad essa.

I marinai parte affollati a prora coi buttafuori e parte disposti ai bracci delle manovre, si tenevano pronti a respingere i ghiacci che potevano apparire a tribordo od a babordo od a virare al primo comando del baleniere. Quantunque la nave corresse dei gravi pericoli,