Pagina:Salgari - Nel paese dei ghiacci.djvu/95

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capitolo ix — trascinati al sud 81


spaccato, specialmente verso la fronte meridionale, ma dovettero convincersi che fino allora si era mantenuto compatto. La speranza di poter trovare un luogo ove si poteva aprire un canale, svaniva sempre più.

Quando ritornarono a bordo, furono testimoni d’uno dei più belli fenomeni che se si ammirano nei deserti ardenti dell’Africa, non sono rari nemmeno sotto i rigidi climi delle regioni polari. Era uno splendido miraggio, prodotto dalla rifrazione della luce.

La Torpa, che si trovava in mezzo al bacino, veniva riflettuta fra i ghiacci che galleggiavano dinanzi alla fronte settentrionale del banco, ma per una strana illusione ottica, pareva che avesse tre alberi, invece di due, e le vele spiegate.

Dapprima apparve una sola nave, poi due, quattro e finalmente altrettante, ma che sembravano sospese in aria, naviganti in mezzo ad una leggera nebbia.

Il fenomeno durò un quarto d’ora, poi essendosi il sole nascosto dietro un nuvolone, le otto navi scomparvero con fantastica rapidità.

L’indomani il tempo tornò a cambiarsi. Invece del sole scese la nebbia che si ostinava a non abbandonare i paraggi delle Spitzberg, ed il vento polare ricominciò a soffiare con molta foga, risollevando il mare. Alle quattro pom. il bacino per la quarta volta gelò e la crosta divenne così grossa, che i marinai faticarono non poco a mantenere un po’ d’acqua libera attorno la carena della nave.

Nella notte il wacke per la prima volta provò le prime strette del ghiaccio e vibrò per più di mezz’ora.

Anche durante la notte del 15 le pressioni si fecero sentire. Il ghiaccio tuonava fragorosamente, scricchiolava, poi muggiva sordamente, come se sotto il wacke corressero delle macchine a vapore.