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96 sul mare delle perle

poi succede una furiosa fucilata, la quale continua implacabile, mortale.

Le grida di guerra si cambiano in urla di morte, in rantoli d’agonia, in gemiti strazianti.

Si ode il piombo che fende le carni con cupo rumore e che spezza le ossa e si odono le grosse palle delle quattro spingarde fracassare le tavole delle scialuppe.

Le prime barche calano a fondo coi loro equipaggi. Altre però ne accorrono da tutte le parti per impedire al Bangalore di raggiungere la pinazza.

— Non ne hanno avuto abbastanza? — grida Durga, sorpreso. — Eppure ne abbiamo già ucciso un bel numero.

— Non ci lascieranno così presto — risponde Amali, che conosce il valore e l’ostinazione di quei formidabili selvaggi. — Picchiate colle spingarde.

Le quattro bocche da fuoco fanno una terza scarica e questa volta a mitraglia.

L’effetto è tremendo, cinque scialuppe vanno alla deriva piene di cadaveri e di feriti ed il Bangalore s’avanza verso la pinazza il cui equipaggio intanto non ha cessato di difendersi disperatamente col piccolo cannone che possiede e che è collocato a prora, e colle carabine, senza però riuscire a rompere il cerchio degli assalitori.

— Uomo bianco! — grida Amali.

Un europeo vestito di tela, con un cappello di paglia in testa, si slancia verso la poppa della pinazza. In mano tiene la carabina che fuma ancora.

— Chi siete? — grida.

— Io sono il re dei pescatori di perle, cioè