Pagina:Salgari - Sul mare delle perle.djvu/12

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4 sul mare delle perle

giato comodamente alla testata del timone, poi aveva fatto un segno ad uno dei suoi uomini, il quale portava in capo un piccolo turbante verde a nastri svolazzanti.

— È qui che verrà? — gli chiese sottovoce, quantunque, come abbiamo detto, tutte le barche dei pescatori si fossero allontanate.

— Sì, Amali — rispose l’uomo dal turbante.

— Quando?

— Entro oggi.

— Ne sei certo?

— Me lo ha detto Mambrì e tu sai, padrone, che egli è sempre bene informato di quanto succede alla corte del marajah di Jafnapatam.

— Sì, perchè lo paghiamo bene — disse il re dei pescatori di perle, con accento sprezzante.

— Rischia la vita, padrone, e tutti i giorni. Se il marajah sapesse che egli si è venduto a te, non vedrebbe il sole di domani.

Amali, il re dei pescatori di perle, rimase alcuni minuti in silenzio, guardando distrattamente il sole che s’alzava maestoso sull’orizzonte, facendo scintillare le acque dello stretto e illuminando le cime delle montagne di Ceylan e della vicina India, poi riprese con voce cupa:

— Dovessi sfidare la morte cento volte in un giorno, io manterrò il mio giuramento, Durga. Sai che anche la scorsa notte in sogno m’apparve mio fratello? Aveva ancora la sua bianca camicia di seta, lorda di sangue fino alla cintura e la testa orrendamente schiacciata dalla zampa dell’elefante carnefice.