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110 sul mare delle perle


— La vita! — esclamò il francese, alzando le spalle. — Non l’arrischio quasi ogni giorno contro le fiere? Mi volete? Ditemelo francamente ed io accetterò con entusiasmo di esservi amico.

— Grazie — rispose Amali, con voce commossa, stringendo la mano che il francese gli porgeva. — Se un giorno riuscirò a condurre a termine i miei progetti ed a risiedere sul trono dei miei avi, voi sarete il primo a goderne i benefici.

— Mi accontenterò della carica di gran cacciatore di corte. — disse il francese, ridendo.

— Oh, meglio — rispose Amali. — Come devo chiamarvi?

— Jean Baret. E voi?

— Amali.

— S. A. Reale Amali! Bel titolo che vale quello del re dei pescatori di perle. Faremo grandi cose, ve lo prometto, e quando avrete bisogno di un uomo risoluto, ricorrete sempre a me e mi troverete pronto.

Mentre il re dei pescatori di perle ed il francese si accordavano e si scambiavano i loro futuri progetti, il Bangalore continuava ad inoltrarsi nel lago, sempre seguito da una numerosa scorta di coccodrilli, quasi tutti grandissimi, che mostravano delle bocche enormi, armate di lunghissimi denti duri come l’acciaio, colla magra speranza che qualche inaspettata disgrazia permettesse loro di dare addosso all’equipaggio.

Quel bacino aveva una circonferenza di parecchi chilometri ed era cinto da superbe foreste, formate di alberi del pane e di banani, che sono numero-