Pagina:Salgari - Sul mare delle perle.djvu/16

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
8 sul mare delle perle


Quando il sole ha sciolto la carne, si cercano le perle, si puliscono, si classificano secondo il loro valore e la loro grossezza e si mettono in commercio.

Non si creda che tutte le ostriche pescate ne contengano, tutt’altro. Molte non ne hanno affatto ed altre sono molto difettose e di poco prezzo.

Nondimeno nei soli banchi di Manaar se ne pescano tante da toccare i trenta ed anche i quaranta milioni di lire ogni anno.

Mentre i palombari continuavano a tuffarsi riportando a galla le loro reti gonfie d’ostriche, il cingalese Amali non cessava di fumare, conservando una immobilità quasi perfetta. Il suo sguardo, che era diventato malinconico, seguiva distrattamente alcune nuvolette rosse, che scorrevano pel cielo, spinte da una leggiera brezza di ponente.

Durga, il suo luogotenente, seduto ai suoi piedi, masticava con visibile soddisfazione una noce d’areca avvolta in una foglia di betel, però di quando in quando si alzava per interrogare attentamente le lontane spiaggie di Ceylan, che spiccavano nettamente sull’azzurro luccicante del cielo.

I suoi uomini invece, deposti i remi e abbassate le vele, si erano sdraiati sul ponte del piccolo veliero, guardando con viva curiosità i palombari scendere e salire.

Era trascorsa più di un’ora, quando un grido acuto, terribile, strappò il re dei pescatori di perle dalla sua immobilità.

— Che c’è Durga? — chiese, alzandosi lestamente. — Arriva?