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28 sul mare delle perle

lunga scìa d’argento, in mezzo alla quale si vedevano trastullarsi enormi pesci-cani.

In senso inverso s’avanzava la scialuppa che era partita dalle spiaggie di Ceylan.

Era una ricca galera a ventiquattro remi, carica di dorature, colla prora affilatissima, adorna d’una testa di coccodrillo, coi bordi coperti di ricche stoffe damascate che ricadevano in graziosi festoni fino sull’acqua.

Nel centro, sotto un baldacchino di seta gialla, sorretto da bastoni dorati sostenenti enormi mazzi di penne di pavone, stava seduta una giovane cingalese di meravigliosa bellezza, avvolta in un ampio mantello di seta azzurra, trapunto in oro e cosparso di perle.

Aveva al collo numerose file di perle ed ai polsi braccialetti d’oro e sulla testa una ciarpa di seta a righe bianche e rosse che nascondeva malamente i suoi lunghissimi capelli neri che le coprivano le spalle come un mantello di velluto.

I tratti del volto, impressi d’una profonda dolcezza, che non mancava però anche d’una certa fierezza, erano d’una regolarità così perfetta, da poter competere con quelli più puri della razza caucasica.

Aveva occhi grandi, d’un nero intenso, con sopracciglia di mirabile finezza; labbra piccine e rosse come fragole; un naso graziosissimo ed il mento rotondo con una piccola fossetta marcata da tre minuscole stelle d’oro, secondo l’usanza delle belle cingalesi.

Sdraiata sopra un tappeto scintillante d’oro, si