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Pagina:Salgari - Sul mare delle perle.djvu/46

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34 sul mare delle perle


Ad occidente, ad una grande distanza, si vedevano numerosi punti neri coprire il mare e muoversi incessantemente: erano le scialuppe dei pescatori di perle.

Ad oriente invece si delineava la superba spiaggia di Ceylan, coperta da una folta vegetazione ed interrotta da profonde insenature che descrivevano delle curve capricciose. Dietro, alte montagne, verdeggianti dalla base alla cima, lanciavano le loro vette verso il cielo, degradando dolcemente dalla parte del mare.

— Là Mysora e là il marajah — mormorò Amali, volgendosi prima verso occidente, poi verso oriente. — Fra voi ci sono io e v’impedirò di rivedervi.

Si assise sulla punta più alta dello scoglio, incrociò le mani sul petto e attese pazientemente che il sole tramontasse, sicuro che la scialuppa del marajah non avrebbe abbandonato la pesca prima del colpo di cannone dello stazionario inglese, che doveva indicarne la chiusura.

Durga, che lo aveva raggiunto dopo molte fatiche, gli si era seduto a fianco, masticando un miscuglio formato di foglie di betel, di noci d’areca e di tabacco, con un pizzico di calce di conchiglia, miscela assai piccante, che i cingalesi usano smodatamente, guastandosi i denti e le gengive.

Vedendo che il capo non accennava ad aprire le labbra, se ne stava anche lui silenzioso, seguendo, cogli sguardi distratti, i voli delle rondini marine.

Il sole intanto calava lentamente, radendo col