Pagina:Salgari - Sul mare delle perle.djvu/50

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38 sul mare delle perle

le tenebre erano scese sul mare; nondimeno ci si vedeva benissimo, essendo la luna splendidissima ed il cielo perfettamente puro.

Una brezza assai fresca soffiava dal settentrione sollevando piccole ondate, le quali andavano a rompersi, con fragore, contro gl’isolotti, rimbalzando sui banchi.

La magnifica barca dei cingalesi, sotto la spinta dei suoi ventiquattro remi, s’avanzava velocissima, lasciando dietro di sè una lunga striscia d’argento.

Ingrandiva di momento in momento, e si dirigeva verso oriente, frettolosa di mettersi al sicuro nelle profonde baie di Ceylan. Però invece di muovere direttamente in direzione delle scogliere, presso le quali avrebbe dovuto passare, trovandosi sulla sua rotta, sembrava che cercasse di girare molto al largo.

— Si saranno accorti che noi siamo celati qui? — si domandò Amali, nel momento in cui il Bangalore, girata l’ultima isoletta, si spingeva in mare. — Che cosa ne dici, Durga?

— Ho anch’io questo sospetto — rispose il luogotenente. — Hanno fiutato il pericolo.

— Il principe di Manaar deve avere avvertito Mysora delle mie intenzioni.

— Non vedi che la segue, sforzandosi di non perderla di vista.

— E vedo anche lo stazionario che si dirige da questa parte. Giungerà a cose finite perchè non ha il vento in favore.

— Più tardi però ci darà la caccia, signore.