Pagina:Salgari - Un dramma nell'Oceano Pacifico.djvu/160

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154 capitolo decimosesto.


— Sì, malgrado i torrenti d’acqua che precipitano nella dispensa.

— Cosa fare? Cosa tentare?... — mormorò egli, gettando uno sguardo disperato su Anna, che stava seduta a poppa.

Ad un tratto trasalì ed emise un grido di furore.

— Gran Dio! — esclamò.

A prua s’alzarono urla di terrore e parecchi marinai abbandonarono la prima pompa situata presso l’albero di trinchetto.

Un nuvolone di fumo irrompeva dal boccaporto di prua che metteva nella camera comune dell’equipaggio, misto a folate di scintille. Le fiamme, che avevano divorate le tramezzate e fatto crollare il pavimento, investivano ora il piede dell’albero di trinchetto.

Il capitano Hill si gettò fra i fuggenti, e raccolta una scure tuonò:

— Ai vostri posti!...

Fra i marinai vi fu un istante di esitazione; ma comprendendo l’atto minaccioso del capitano, ritornarono alla pompa proviera, dirigendo il getto d’acqua nella camera comune.

Tutti quegli sforzi erano vani. Alle otto, nel momento in cui sparivano sotto l’orizzonte gli ultimi bagliori del tramonto, una fiamma immensa irrompeva dal boccaporto di prua, illuminando sinistramente, d’una luce sanguigna, le onde dell’Oceano Pacifico!...

La Nuova Georgia era perduta!