Pagina:Santucci Sulla melodia Lucca 1828.djvu/74

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debb'esser una quanto è possibile; una, ma non uniforme, anzi variata (8).

XIX. Melodia ben modulala . Si è detto che in grazia della sempre aggradita varietà l’uso delle regolari modulazioni è lodevolissimo, qualor non sia portato all’eccesso: che per esprimere una forte o straordinaria passione l’arte sa servirsi ancora delle irregolari: condannando però l’odierno smodato abuso di quelle, che sono d’aspra indole, irragionevole, capricciosa (9).

XX. Armonia o vogliam dire accompagnamento. Abbiamo osservato che un accompagnamento, quantunque semplice, produce tuttavia un ottimo effetto, campeggiando sopra il medesimo più limpida e chiara la bella melodìa: che la sostiene e le aggiugne auche forza co’ suoi tratti armonici: che, rispettandone mai sempre la maggioranza, lascia ch’ella sopra di lui signoreggi e che di lui si giovi, mentr’esso le presta bensì il suo ajuto, ma non l’opprime: ch’entra talora a parte colla stessa melodia ad esprimere il sentimento delle parole: ed è allora che animato il sentimento da questa doppia, ma concorde espressione acquista tal forza e tale è l’impressione che fa negli ascoltanti, che tutta ne risentono la mozione degli affetti, e talor non sembra loro di udire, ma di vedere (10) .

XXI. Metro ossia misura. Abbiam detto ch’ella ha per oggetto il tempo; ch’è la maniera di dividerlo in parti eguali; e che comunemente chiamasi battuta. Che senza misura non dassi nè melodia, nè armonìa.