Pagina:Santucci Sulla melodia Lucca 1828.djvu/99

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di nuovo col misero appannaggio di poche e cattive composizioncelle e suonatine, eccoli (e il ciel mi salvi da’ loro anatemi) con faccia imperterrita sulle orchestre a profanare la chiesa ed a far vergogna all’arte! Tanto è vero che le cose di sopra ragionate soverchiano l’intelletto de’ compositori e degli organisti plebei (35)!

LVII. E presso i dilettanti qual sorte ha ella incontrata cotesta musica? Sentite: se trattasi di veri dilettanti, vale a dire, di persone istruite nell’arte bella pe’ suoi principi, e che abbiano nella medesima fatto de’ progressi: metteteli pure nel numero de’ sunnominati vecchi professori, giacché essendo in istato di conoscerne, quasi al pari di loro, i difetti, forza è che ne portino ancora lo stesso giudizio. Se parlasi poi di que’ dilettanti, che soddisfattissimi di cantare un’arietta, un dilettino, o di eseguire sul gravicembalo suonatine e variazioncelle di moda, senza cognizione alcuna delle regole armoniche, anzi, come accade talora, con poca o niuna perizia del solfeggio: chiamate pur questi tali non dilettanti di musica , ma veri orecchianti, perchè contenti di quel piacere, qualunque siasi, che provano nel sentirsi dileticar le orecchie, altro di più non cercano, nè possono cercare, attesa la mancanza di quelle cognizioni, che rendonsi indispensabili a coloro, che pretendono gustare le vere bellezze della musica. Contate pur dunque tutti questi, contateli a piacer vostro nel numero degli amici del moderno stile: fate però avvertenza che lo stuolo grande di costoro e la turba anche maggiore