Pagina:Sarpi - Lettere, vol.2, Barbèra, 1863.djvu/236

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228 lettere di fra paolo sarpi.

volte qualche pontefice ha fatto un cardinale o due fuori dei tempi del digiuno, nondimeno le promozioni intiere sono sempre state fatte in quelli, seguendo lo stile dell’antichità; eccetto che dal pontefice presente, il quale ha fatto tre promozioni nel suo pontificato, e tutte fuori delle tempora: dal che i cortigiani oziosi cavano diversi prognostici.

L’esser promosso al cardinalato il Nuncio di Spagna,1 e non quello di Francia, che tanto si affatica, non so se lo farà rallentare la sua diligenza, ovvero aumentare per farsi più degno. Ma il numero de’ cardinali è così grande, che non può sperare un’altra promozione, al più breve, fra tre anni. I soggetti promossi (da quel Fiorentino,2 ch’è fatto ad istanza della regina, in fuori) saranno tutti spagnuoli. Per l’auditore di Camera e per il tesoriere,3 la casa del papa avrà guadagnato 150 mila scudi. I prelati veneziani si sono aiutati con presenti, che sebbene ricevuti e veduti con buon occhio, non hanno avuto altro in ricompensa che speranza.

La corte romana sente grandissimo dispiacere per la risoluzione fatta in Spagna, che non siano pagate ad Italiani le pensioni sopra i benefizi ecclesiastici poste in capo degli Spagnuoli; e il papa se n’è doluto con l’ambasciatore della maestà cattolica. Ma gli Spagnuoli non fanno mai cosa per ritrattarla. Questo importerà una gran diminuzione alla corte romana; per il che si farà tanto più insopportabile agl’Italiani, volendosi rifare sopra li


  1. Decio Caraffa, napoletano.
  2. Giovanni Bonsi.
  3. Pietro Paolo Crescenzio romano, e Giacomo Serra bolognese, compresi in quella promozione.