Pagina:Satire (Giovenale).djvu/167

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di giovenale 55

D’un deschetto di pietra unico addobbo;
Ed un Chirone sotto il desco, in atto
Di sostenerne il peso; ed una vecchia
Zana, ripiena dei divini carmi
Dei Greci, cui rodevano a bell’agio
I topi ignorantelli: ecco di Codro
La masserizia. - «Nulla aveva Codro» -
È ver; ma questo nulla era il suo tutto:
E lo perdette il misero; e per colmo
Di sua disavventura il poveretto
Bruco e mendico stenderà la mano;
Ma non fia mai che lo sovvenga alcuno
O d’un tozzo, o d’un cencio, o d’un asilo.
Ma se va giù d’Asturico il palzzo,
Ecco le Dame sottosopra; in bruno
Tutta la nobilèa; mette il Pretore
Tanto di catenazzio al tribunale.
Allor piangiam di Roma la disgrazia,
Il fuoco allor malediciamo. Ei brucia
Sempre; e già corre chi marmi a lui dona,
E star vuole alle spese. Ignude e bianche
Statue da questa parte; da quell’altra

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