Pagina:Satire (Persio).djvu/94

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E poeti greci e latini son tutti pieni di questi spondaici, che danno splendore e forza mirabile alla poesia imitativa. E chi ardirà condannarli, quando ne fa uso si spesso il piú castigato, il piú aureo artefice di versi, Virgilio?

Cara Deum soboles, magnum Jovis incrementum,


questo solo non è egli d’assai per assolverii tutti quanti e raccomandarli?
Nè piú felice parmi il Farnabio, nè chiunque con esso pensa che il vizio del verso censurato da Persio consista nelle due cadenze consimili, longo-Apennino, l’una alla metà, l’altra alla fine; poichè nel citato verso Virgiliano anche magnum fa cadenza con incrementum. E se questo non persuade, persuaderà il seguente, pure di Virgilio, e sonoramente rimato,

Cornua velatarum obvertimus antennarum,


e chi finalmente di piú ne desidera, consulti Omero, ed esca d’errore. Il ridicolo adunque del verso in questione sta nella stranezza della metafora. E di vero sottrarre una costa al monte Apennino, personaggio ben diverso da Adamo, parmi translato sovranamente pazzo, e degno soltanto di fantasia energumena.

torva etc. v. 99. — Ogni orecchio (quando non fosse quello del cantore d’Omolato) sente subito come sian tumidi e affettati di cadenza e uniformi di ritmo i quattro versi seguenti. Tutti gl’interpreti l’uno dopo l’altro, come le pecorelle di Dante, gli attribuiscono fermamente a Nerone. E certamente fino dal bel principio di questa satira abbiam veduto che Persio, deliberato di frustare i cattivi scrittori de’ tempi suoi, non va a cercarli tra la vil plebe, siccome Orazio e Despreaux (impresa senza pericolo, e piena piú di viltà che d’onore), ma bensi tra i magnati e i potenti. Con tutto ciò a me sembra potersi sanamente ragionare di questo modo. È egli vero, che sul fine di questa satira avendo Persio scritto auriculas asini Mida rex habet, il suo precettore ed amico A. Cornuto sostituí auriculas asini quis non habet? temendo che il sospettoso Nerone non si applicasse quel motto, tuttochè passato in proverbio? Che così andasse la cosa ne fa certi l’antico autore della vita di Persio, e cel persuade la circospetta prudenza del suo censore. Ora come mai combinare una tanta delicatezza col poco giudizio di lasciar correre liberamente l’amara ed aperta derisione di quattro interi versi tolti di peso a Nerone? tanto scrupolo nel